La Nonna Anna
La realizzazione del progetto Cà Zanengius è dedicata interamente ad Anna, una donna dalle umili origini contadine che ha dedicato la sua intera vita al benessere della propria famiglia ed alla cura della sua preziosa casa e delle sue amate piante e fiori. Per mantenere vivo il suo ricordo, la figlia Clara ed il nipote Paolo, hanno deciso di dare alle persone la possibilità di poter assistere e vivere in prima persona il benessere che la semplicità molte volte è in grado di offrire. Siamo sicuri che la nonna sarebbe fiera di sapere che tante altre persone hanno potuto apprezzare il confort della sua piccola casa, la calorosità dell’accoglienza di famiglia e la bellezza del suo giardino.


L'anello di Anna
Questo piccolo anello è entrato a far parte della storia di Cà Zanengius dal 1942 durante la seconda guerra mondiale, quando la piccola Anna aveva solamente sette anni.
Essendo Ornavasso una zona di forti attività sia partigiane che nazi-fasciste, numerose famiglie che disponevano di una baita in montagna sono state costrette a trovare rifugio sulle montagne esattamente come la famiglia di Anna.
Un insolito quadro
La storia di questo quadro può essere definita come triste, bizzarra e felice allo stesso tempo. Questo quadro vede ritratto Antonio (nonno di Anna), e la domanda che sorge spontanea per chiunque lo veda è:” Come ha fatto un semplice contadino di campagna a potersi permettere in riquadro che lo dipinge come un nobile?” e questa che daremo, è la lunga risposta: L’anno esatto in cui è avvenuta questa vicenda è molto difficile da definire ma si può presumere sia accaduta attorno al 1890.


Stanza "Museo"
La storia di questa casa e della nostra famiglia affonda le sue radici nella cultura Walser.
Carpentiere, contadino, cacciatore e calzolaio sono solo alcuni dei mestieri che hanno caratterizzato le vite dei precedenti abitanti di Cà Zanengius.
È con grande dedizione e cura che abbiamo deciso di onorare la storia della nostra famiglia
racchiudendo tutti gli attrezzi tipici di queste antiche professioni all’interno di una stanza della casa denominata “stanza museo”, cuore pulsante di Cà Zanengius.